ALESSANDRO PREZIOSI A CIVITANOVA E GROTTAMMARE CON CESARE PAVESE E SANT'AGOSTINO 23/02/2010
Il mestiere di amare prende in prestito il titolo dal diario Il mestiere di vivere che iniziato il 6 ottobre 1935 durante il periodo del confino, accompagna Cesare Pavese fino al 18 agosto 1950, nove giorni prima della sua prematura scomparsa, e diventa a poco a poco strumento privilegiato cui affidare i pensieri sul proprio mondo di poeta, scrittore e di uomo e, soprattutto, le confessioni ultime su quei laceranti tormenti intimi che segnavano la sua vita. Cesare Pavese ha messo in gioco tutto se stesso con il vigore e la fermezza con i quali riconosceva, pochi giorni prima di morire, di avere "dato poesia agli uomini"; ha "fatto" cultura nel senso proprio, più creativo, del termine, imprimendole una serie di spinte dagli effetti di lunga portata; è stato, insomma, un protagonista della vita intellettuale, al centro di una rete di relazioni e amicizie che compongono sotto gli occhi di chi le osserva la geografia di quel che di meglio è stato scritto e detto in Italia tra le due guerre e anche dopo. Il recital, come si propone il titolo, intende ripercorrere le analogie, le interconnessioni tra questo mestiere della scrittura che ha sempre impegnato Pavese fin dalla adolescenza con il suo rapporto con il mondo femminile, con le donne, rapporto spesso amaro, disperato, sarcastico, raramente sereno e mai felice, attraverso lettere, note, poesie e brani del diario mettendo in risalto la vera tensione di Pavese verso una letteratura che sia «difesa contro le offese della vita». La poesia e la donna strette, avvinte, fuse in un unico grido che percorrerà tutta la sua vita. L’amore è la chiave che ci consente di entrare nel laboratorio poetico di Cesare Pavese e di scoprire le sue corde più intime nella fisica, a volte violenta drammaticità di molte delle sue pagine fino alla tragica epigrafe che chiude il diario di scrittura e vita «non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, infermità, nulla».
CIVITANOVA MARCHE | mercoledì 10 marzo 2010 Teatro Rossini ALESSANDRO PREZIOSI IL MESTIERE DI AMARE Omaggio a Cesare Pavese letture scelte e adattate da Tommaso Mattei
Dopo aver dato voce alle più belle pagine di Fernando Pessoa, a quelle della biografia di Raffaello Sanzio e da ultimo a quelle di Cesare Pavese, Alessandro Preziosi, protagonista fra l'altro di una prossima fiction televisiva sulla vita del santo, si confronta ora anche in teatro con Sant'Agostino. Opera filosofica e teologica di grande profondità, moderna nonostante i quindici secoli e le innumerevoli letture, le Confessioni attraversano le tappe di un itinerario spirituale alla ricerca della verità e testimoniano l'incontro di Agostino di Ippona con la fede. Laureato in giurisprudenza all'Università "Federico II" di Napoli, Alessandro Preziosi è diplomato all'Accademia dei Filodrammatici di Milano. Debutta in teatro nel 1998 con il ruolo di Laerte nell'Amleto, diretto da Antonio Calenda e lavora in televisione nella soap opera di Canale 5, Vivere e nella miniserie tv Una donna per amico 2. Dopo il successo televisivo, torna al teatro classico recitando nella Trilogia di Eschilo, sempre per la regia di Calenda, nelle vesti dell'Araldo in Agamennone e di Oreste in Coefore ed Eumenidi. Il grande successo però arriva con Elisa di Rivombrosa, a cui seguono i film tv I Vicerè di Roberto Faenza, tratto dal romanzo di Federico De Roberto, e La masseria delle allodole, tratto dal libro di Antonia Arslan e diretto dai fratelli Taviani. Nel 2008 Alessandro Preziosi ha interpretato il prestigioso ruolo di Sant'Agostino per il ciclo Imperium, coproduzione internazionale in onda su Rai Uno.
GROTTAMMARE | giovedì 11 marzo 2010 Teatro delle Energie ALESSANDRO PREZIOSI LE CONFESSIONI DI SANT’AGOSTINO letture scelte e adattate da Tommaso Mattei
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