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VISITATE SANT’ANGELO IN PONTANO
pubblicato il 17/04/2012 
Se vi trovate a transitare sulla s.p. 78 “Picena”, a Falerone o lungo la s.p. 239 della vallata del Tenna, una piccola deviazione vi consentirà di visitare un paese davvero interessante: Sant’Angelo in Pontano (476 m s.l.m.). A prima vista il centro storico sembra troppo grande per i suoi 1.496 abitanti (2001), infatti, al primo censimento del Regno d’Italia del 1861 ne contava 2.440. Mezza giornata è troppo corta per vedere tutto. In questo caso le guide sono due: il prof. Adelino Montanari, un insegnante a riposo molto disponibile, e un sottile conoscitore del territorio e dell’animo dei suoi concittadini il poeta Giuseppe Antonelli. Il teatro, pur raccolto, è lussuoso e ci riporta ai primi del Novecento; interessante un idrante per i Vigili del Fuoco molto vecchio, nei sotterranei c’è un forno: chi non aveva la possibilità vi poteva cuocere il pane. Nel borgo c’è da vedere il laboratorio delle suore Benedettine, con due telai funzionanti. Non sono tanti i telai in funzione nella Provincia di Macerata: uno nel capoluogo, all’interno del museo “La Tela”, e il “Telaio della Pieve” a Pievebovigliana, gestito dalla sig.ra Franca Caprodossi.  Nella chiesa Collegiata (XII sec.) si conserva il dipinto “Madonna della colonna” (XV sec.), dove il Bambino Gesù gioca con un cardellino.

In via Verdi c’è il parco dedicato ai caduti delle guerre, opera dell’artista napoletano Marco Franchini, poco più avanti un vecchio paracarro di cemento e ferro ci ricorda il mitragliamento di un furgoncino durante l’ultima guerra: un proiettile di una certa potenza sfrangiò il robusto longherone di ferro angolare. Grazie alla segnalazione di Giuseppe Antonelli, all’inizio di via Verdi, abbiamo scoperto il tiglio più grande delle Marche (Tilia platyphyllos). L’albero secolare, che si trova all’interno del giardino di villa Scarselli proprietà del sig. Alfredo Giglioli, gode di buona salute, e con i suoi 4,36 m di circonferenza tronco non teme rivali nella sua specie. Un’altra fuoriclasse si trova davanti al palazzo del Municipio. La nostra promettente giovanotta è una sequoia (Sequoiadendron giganteum) messa a dimora intorno al 1920, durante il mandato del sindaco avv. Benedetto Scarselli, indubbiamente amante degli alberi. L’albero ha ingaggiato una corsa in salita con i tre vicini, più robusti, cedri dell’Himalaya, i quali si sono rassegnati a perdere, pur di vivere tranquilli. Le sequoie californiane del “Sequoia National Park”. dedicate ai protagonisti della guerra di Secessione Sherman e Grant, hanno superato i mille inverni. Di sequoie se ne trovano poche in Provincia di Macerata: quella della Rocca dei Borgia di Camerino ha perso la punta a causa di un fulmine. Interessante l’ex orologio della torre civica, ora all’ingresso del Municipio, costruito nel 1847 da Pietro Mei, mastro orologiaio di Montecarotto (AN). Poi il monumento a San Nicola, detto da Tolentino ma nato a Sant’Angelo, e un piccolo belvedere posto sopra ai ruderi del Castello e girone (XII sec.).

Nel territorio comunale di Penna San Giovanni, curiosa è la chiesa in stile neo-gotico di San Giuseppe di Villa Pilotti, un gruppetto di case. Voluta dalla benefattrice Luigia Fabozzi fu inaugurata il 30 settembre 1906. Appare come la c.d. cattedrale nel deserto: non ci si aspetterebbe mai di vedere una facciata così maestosa in piena campagna. Giuseppe sostiene che richiama tanti visitatori. “Villa Saline”, nell’omonima contrada del Comune di Penna San Giovanni, m’incuriosisce sin da quand’ero ragazzo; ringrazio lo studioso M° Giambattista Bravi, per i suoi chiarimenti su queste antiche saline medioevali, poi terme. Di proprietà della Camera Apostolica di Roma passarono alla famiglia Gentilucci nel 1888. Nonostante i tentativi della famiglia del dr Aimone Gentilucci queste terme, non si è riusciti a mantenerle in funzione: chiusero nel 1974. Nella vicina casa padronale Giuseppe recita a memoria il motto della sbiadita meridiana: “Mira o mortal quest’ombra e pensa poi che il tempo va rodendo i giorni tuoi”, orologio solare bisognevole di restauro. Alcuni santangiolesi sono appassionati di viaggi ed hanno fatto numerose escursioni nei vari continenti www.perigeo.org . Il sodalizio si distingue per cooperazione internazionale e per l’opera umanitaria e di solidarietà; animatori locali sono: il dr Gianluca Frinchillucci e Valentina Francia di San Ginesio. 

Eno Santecchia



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