CARO CASA, MACERATA E' QUARTA NELLA REGIONE
Ancona si aggiudica la palma di città più cara delle Marche, Macerata, invece, è terza tra i capoluoghi della regione.
Inoltre, gli anconetani sono i più attivi nella ricerca della casa online, secondo Casa. It, rappresentando ben il 37% di tutti gli utenti marchigiani che ogni giorno accedono al portale dell’osservatorio Casa.it - il portale immobiliare numero uno in Italia, con oltre 700.000 annunci e circa di 3,5 milioni di utenti unici al mese per trovare la dimora dei propri sogni.
Nella classifica stilata da Casa.it, Ancona sale sul podio quale città più cara delle Marche con un prezzo medio di 3.390 euro al metro quadro per acquistare un bilocale ristrutturato nel centro storico. Prezzo che scende intorno ai 2.650 euro al metro quadro nel quartiere Borgo Rodi per la stessa tipologia di immobile e arriva a 1.700 euro se si sceglie il quartiere Grazie. La città di Ancona è seguita da Pesaro, che registra un costo medio di 2.400 euro al metro quadro. Osservando nello specifico l’offerta della città sono evidenti dei picchi che arrivano sino ai 3.750 euro al metro quadro per soluzioni signorili in centro e sino ai 4.300 euro al metro quadro per immobili ristrutturati nella zona adiacente al mare.
Ad Ascoli Piceno le quotazioni medie si attestano sui 1.900 euro al metro quadro, per raggiungere i 3000 euro nel caso di appartamenti di nuova costruzione. A Macerata, invece, i costi per l’acquisto di un bilocale di nuova costruzione possono arrivare fino a 2300 euro al metro quadro, mentre un appartamento di uguale metratura e ben ristrutturato nel centro storico si attesta su una media di 1490 euro al metro quadro. “Rispetto allo scorso anno, le quotazioni delle abitazioni delle Marche fanno registrare un trend stabile. L’unica città che manifesta un andamento diverso è Macerata, dove si registra un ribasso nei prezzi del 2,9%,” commenta Daniele Mancini, amministratore delegato di Casa.it.
“Analizzando nello specifico le richieste pervenute al nostro portale, possiamo notare come nella città di Ancona ci sia una maggiore richiesta di trilocali, preferibilmente con posto auto o garage. Attenzione confermata dal costo elevato per l’acquisto di un box singolo in città, che si aggira mediamente sui 12.000 euro”. Anche per quanto riguarda il mercato degli affitti la situazione rimane invariata. Ancona comanda sempre la classifica, per un bilocale i prezzi variano da un minimo di 550 euro al mese nel quartiere Grazie ad un massimo di 650 euro nel centro storico. Per la stessa tipologia di immobile, a Pesaro occorrono 570 euro al mese, ad Ascoli Piceno 450 e a Macerata 420.
“E’ emerso, infine, che il 37% dei marchigiani che ogni giorno si affidano al web per la ricerca di un immobile da acquistare o affittare sono di Ancona, seguiti dagli abitanti di Ascoli Piceno (24%), Macerata (21%) e Pesaro (18%)”, conclude Daniele Mancini.
Casa.it, lanciato nel 1996, è il portale immobiliare più importate d'Italia con 3.500.000 utenti unici (3.461.292, secondo la fonte Nielsen site census del febbraio scorso), che raccoglie l’offerta di più di 13.000 agenzie immobiliari affiliate, di 3.000 inserzionisti privati e costruttori edili. Dal 2007, Casa.it è ufficialmente entrata a far parte di Sky Italia e del gruppo Rea Ltd (www.rea-group.com), sociètà queste che fanno capo al gruppo News Corp di Rupert Murdoch. Nato a Melbourne, Australia, nel 1995, oggi il gruppo Rea è divenuto uno dei più grandi operatori a livello internazionale nell'intermediazione immobiliare on line. Nel 2009 il gruppo, quotato alla borsa australiana, ha generato ricavi per 167,8 milioni di dollari australiani.
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ADDIO ALL'APPARTAMENTO COL BALCONE: I DATI DI IMMOBILIARE.IT
La società cambia e con essa la casa in cui viviamo. Immobiliare.it, il principale sito del settore, ha analizzato le mode che hanno trasformato le nostre abitazioni negli ultimi 50 anni scoprendo (o riscoprendo) delle cose piuttosto curiose.
Dalle richieste degli oltre 6 milioni di italiani che ogni mese cercano casa sul web, è emerso che il balcone è il primo grande escluso dalle necessità della casa moderna: oggi meno del 18% degli italiani cerca una casa col balcone. Nel corso degli ultimi 50 anni, però, sono tanti i casi di stanze o ambienti che in poco tempo sono passati dall’essere considerati irrinunciabili all’essere evitati.
Il primo e più lampante esempio è quello del corridoio. Assolutamente importante in ogni casa costruita fino agli anni Ottanta, è poi scomparso da tutte le planimetrie delle nuove abitazioni. Altrettanto si può dire per l’ingresso che a cavallo degli anni ’60 e ’70 era esso stesso una stanza. Fra la fine degli anni ’80 e, soprattutto, nei ’90 questo concetto muta radicalmente, la porta d’ingresso introduce subito nel salotto, il cuore della casa, che diventa, per dirla all’inglese, living.
Un’altra evoluzione importante quella vissuta dalla cucina; fulcro e cuore della casa nell’Italia dei decenni scorsi, è pian piano diventata sempre più piccola per poi scomparire ed essere inglobata in altre stanze. Oggi vive una seconda giovinezza e diventa grande, anzi, grandissima. Stando ai dati di Immobiliare.it, se il 16% di chi cerca casa richiede una cucina ad “isola”, nella fascia medio alta questa percentuale arriva al 38% e il 14% di queste richieste arriva addirittura a specificarne la marca. Il progresso tecnologico spesso rende inutili alcuni ambienti. E’ stato così per lo studio, usato fino agli anni ‘90 come luogo di relax o dove svolgere parte dell’attività lavorativa, oggi che le connessioni wi-fi permettono di lavorare in qualsiasi stanza, è quasi del tutto scomparso.
E, ancora, i secondi bagni ciechi inconcepibili negli anni ’60, ma oggi una vera e propria risorsa (anche per il venditore). Anche qui non ci sono vie di mezzo e se il secondo bagno può essere cieco, soprattutto nelle case di fascia medio alta, il primo diventa enorme con dimensioni spesso comprese fra i 12 e i 15 metri quadri. Ci sono poi delle mode che riguardano gli elementi di rifinitura. Partendo dai pavimenti, fino agli anni ‘70 ogni stanza aveva un tipo di piastrelle diverso da quello della stanza attigua, poi è stata la volta delle moquette (oggi considerate il paradiso dell’acaro e dello sporco) mentre ora viene usato quasi ovunque il parquet, ormai diffusissimo persino negli uffici.
Un’ultima nota va fatta riguardo alle pareti. Questo è l’elemento della casa più assimilabile al suo “vestito” e quindi, più influenzato dalla moda del momento: dalla tappezzeria che adornava le pareti delle case fino agli anni 70, al monocolore dei decenni successivi fino allo spugnato, lo stucco veneziano e le tinte trendy proprie dei nostri tempi. Chi ormai non ha almeno una parete della casa colorata?
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